Un COMMANDO CANORO al fuori salone!
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Finalmente IO HO IN MENTE TE è disponibile su iTunes!
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IO HO IN MENTE TE esce nei negozi e su iTunes
Dal 2 marzo IO HO IN MENTE TE è disponibile nei migliori negozi di dischi e su iTunes in digitale.
E’ comunque ancora disponibile all’esclusivo prezzo di 9,90€ in tutti gli Ipermercati Auchan d’Italia (salvo esaurimento scorte).
Domenica 21 febbraio su Antenna 3 Lombardia
Alti e Bassi ospiti della trasmissione “Festa in piazza” condotta da Eugenio Ban su Antenna 3 Lombardia. Ogni volta ci fa davvero tanto piacere partecipare a questa trasmissione. Siamo coccolati, rispettati, presentati come si deve e il pubblico ci riserva sempre un calore davvero speciale.
Speciale al Notturno Italiano
Per la seconda volta nel giro di due mesi il Notturno Italiano di Radio RAI International dedica uno speciale agli ALTI e BASSI. Un’ora di intervista interamente dedicata all’ascolto di IO HO IN MENTE TE. Giuseppe Vota, il conduttore, ha trasmesso l’intero album, salvo due tracce, nel corso dell’intervista ad andrea Thomas Gambetti nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2010.
La recensione di Raro
Una nuova recensione dedicata a IO HO IN MENTE TE. E’ quella a cura di Andrea Direnzo sul mensile RARO.
Leggi la recensione.
Venerdì 12 febbraio alle SCIMMIE
TOUR IO HO IN MENTE TE
ALTI e BASSI ospiti per la prima volta de le SCIMMIE, in occasione della stagione JAZZ SOTTO LA LUNA.
Via Ascanio Sforza 49.
Inizio Concerto ore 22:30
Info: info@sottolaluna.com
Prenotazione tavoli: 02894028
Non mancate!
Leggi l’articolo di Megamondo
Il seminario a Piossasco
Il 30 e 31 gennaio siamo stati ospiti delle Vocal Boutique per l’evento chiamato “CORREVOCE 2010″, un concerto più seminario affidato, ogni anno, ad un gruppo vocale diverso. Sono stati due giorni stupendi, durante i quali abbiamo condiviso, con i partecipanti, un modo di lavorare, un metodo di studio e tanta, tanta passione per la musica a cappella.
Un seminario nel corso del quale le partiture sono state un mezzo, non il fine. L’obiettivo dichiarato non era quello di aggiungere semplicemente “repertorio”, bensì di apprendere un metodo di studio, individuare quegli strumenti e quegli accorgimenti utili per lavorare sull’impostazione vocale, sulla fusione e gli equilibri tra le voci, sul senso armonico, sull’intonazione, sulle dinamiche e così via. Poche parole e tanti fatti.
Grazie a tutti voi che avete partecipato al seminario e al concerto: se siete rimasti soddisfatti e vi siete divertiti, scrivete qui sotto il vostro commento!
La recensione di Famiglia Cristiana
Già per “medley” gli amici di Famiglia Cristiana avevano pubblicato la loro recensione. Ecco quella dedicata a “Io ho in mente te”, uscita sul numero di gennaio 2010.
Leggi l’articolo di Famiglia Cristiana.
L’intervista di Scarabocchiando
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INTERVISTA A CAPPELLA AGLI ALTI & BASSI – Scarabbocchiando gocce d’inchiostro
Io ho in mente te è un omaggio alle grandi voci e ai grandi autori degli anni 60/70: Mina, Domenico Modugno, Lucio Battisti, Caterina Caselli, i Cetra, Bruno Martino, Gino Paoli, L’Equipe 84. Intervista agli Alti&bassi, per scoprire qualcosa in più, sull’originale album.
D: Venerdì 27 novembre è uscito l’album Io ho in mente te che rappresenta un salto negli anni 60/70 e un omaggio alle grandi voci e ai grandi autori di quegli anni. Dopo quattro dischi ispirati alla musica americana, avete deciso di dedicare questo album interamente alla musica italiana. Come mai questo cambio di direzione? Perché adesso? C’è un motivo preciso?
R: Per ogni gruppo vocale, sul finire degli anni 90, i generi musicali del Gospel e dello Spiritual hanno rappresentato il naturale passaggio dalla tradizione polifonica del passato ai giorni nostri. Anche noi abbiamo iniziato da lì e poiché la nostra ricerca, in seguito, si è sviluppata verso un filone che potremmo definire “l’altro ‘900″, cioè quello del Jazz e dello Swing, è normale che la musica americana abbia rappresentato, per diversi anni, un riferimento molto preciso, se non obbligato. In fondo il nostro cammino è più o meno il medesimo vissuto da molti compositori: ad esempio negli anni ‘30 Gershwin fuse la musica colta occidentale con nuove armonie e con i ritmi afro-americani, consentendo al Jazz l’ingresso nelle più prestigiose sale da concerto; nell’immediato dopoguerra musicisti come D’Anzi o Carosone, affascinati dalla nuova musica, iniziarono a contaminare la propria con lo swing. Nel nostro piccolo, in questi anni, ci è capitato che numerose associazioni concertistiche decidessero di invitare gli Alti & Bassi proprio perché ciò che un tempo appariva “leggero”, oggi è talmente “classico” da venir rappresentato nelle principali stagioni concertistiche al fianco di autori come Mozart o Beethoven. Dopo 15 anni di attività abbiamo scelto, finalmente, di tornare alla nostra lingua d’origine e di affrontare un repertorio interamente italiano. Sotto certi aspetti ci è venuta una gran nostalgia. Quella di un passato in cui in Italia si esibivano artisti di altissimo valore e si ascoltava musica di qualità. Erano gli anni 60, che ci hanno regalato canzoni, testi, orchestrazioni ed interpreti di prim’ordine. Il perché ciò avvenga adesso non ha una ragione precisa: è una tappa naturale della nostra maturazione. Tuttavia questo cambio di direzione è solo in apparenza: le canzoni sono italiane, ma tutte “contaminate” con svariati generi musicali che vanno dal latino-americano al rap, dal tango allo swing, dal valzer al Jazz.
D: L’album sarà in distribuzione esclusiva nel periodo natalizio a soli 9,90 presso gli Ipermercati Auchan e l’intero ricavato delle vendite sarà devoluto a Telethon a favore della ricerca genetica. È la prima volta che un vostro prodotto musicale è unito a una campagna di sensibilizzazione? Come vi sentite a essere, in un certo senso, sostenitori e promotori, di tale ricerca?
R: Si è la prima volta. Bisogna ringraziare soprattutto Auchan, che ha creduto in noi e che ci ha offerto questa opportunità. Auchan per certi versi svolge il ruolo, un tempo demandato alle Major e ai distributori: ciò consente non solo di dimezzare il prezzo del cd, ma anche di compiere un’operazione totalmente etica, dato che l’intero ricavato delle vendite verràdevoluto per la raccolta di fondi per le malattie genetiche. Essere stati scelti tra i protagonisti di questa avventura ci rende particolarmente orgogliosi.
D: A quale canzone, presente nella tracklist dell’album, vi sentite particolarmente legati? E perché?
R: Probabilmente a “Però mi vuole bene”, non per la canzone in sé, quanto piuttosto per chi la cantava, ossia il Quartetto Cetra, uno di quei gruppi che ci ha sempre affascinato per le incredibili doti canore, interpretative, recitative. Abbiamo avuto l’onore di ottenere le “note di copertina” del nostro primo album, Il Mito Americano (Preludio, 1998), proprio da parte di Virgilio Savona e Lucia Mannucci. Sono intervenuti, agli inizi della nostra carriera, anche ad un paio di nostri concerti a Milano e ricordiamo con commozione l’intera platea in piedi che tributava loro un lungo ed intenso applauso. La recente scomparsa di Virgilio Savona ci ha rattristato molto ed è per l’affetto che ci legava a lui che ogni volta, dal vivo, dedichiamo ”Però mi vuole bene” alla sua memoria.
D: L’album spazia dal latino americano al funky all’R&B, dal val valzer al tango, dal jazz allo swing e al rap. Quali sono i generi musicali che hanno maggiormente influenzato la vostra formazione artistica nel corso degli anni?
R: Bisogna dire che ognuno di noi ha una formazione musicale differente. Per alcuni sicuramente la polifonia antica, quindi il contrappunto, per altri i generi moderni, per altri sia l’antico che il moderno!
D: Un disco realizzato a cappella in cui gli unici strumenti sono appunto le vostre voci, ad eccezione di alcuni assoli interpretati da Franco Cerri (chitarra), Bruno De Filippi (armonica a bocca), Nando De Luca (pianoforte), Andrea Dulbecco (vibrafono), Lino Patruno (banjo), Emilio Soana (tromba). Ci sono altri tipi di sperimentazioni e collaborazioni che vi piacerebbe realizzare? Ci sono percorsi musicali o generi che vi affascinano e dai quali vi lascereste contaminare, influenzare, per accrescere ancora di più il vostro background artistico?
R: Il bello della musica a cappella è proprio la possibilità di plasmare, col suono delle voci, qualsiasi cosa a proprio piacimento. Di questa nostra sperimentazione ci piaceva l’idea di invertire i piani di riferimento. Se normalmente una canzone è composta da strumenti che armonizzano una melodia realizzata dalla voce, nel nostro caso, durante gli assoli, avviene esattamente il contrario: le voci armonizzano (sono cioè la “base”, con parole semplici), mentre gli strumenti eseguono la melodia. Altre sperimentazioni possibili, ma già testate da altri gruppi come ad esempio gli Swingle Singer, sono quelle di contaminare la musica classica con i generi moderni. Molto famose sono le loro elaborazioni swing delle opere di Bach. Domani non sappiamo ancora cosa faremo, forse ci dedicheremo agli standard jazz, oppure vestiremo “a cappella” qualche importante opera classica o forse, chissà, ci dedicheremo a scrivere nostre composizioni originali. Ad ogni modo l’importante è non fermarsi nella ricerca.
D: Il nome del gruppo ha un’origine singolare, legata al fatto che a cantare le note basse era il più alto di statura mentre la voce che riusciva a toccare le note più alte proveniva dal basso del gruppo. Quale altra caratteristica, secondo voi, vi distingue dagli altri gruppi prettamente vocali?
R: Diverse cose: A) il fatto di avere sempre proposto elaborazioni, scritte appositamente per noi, particolarmente originali. B) Il fatto di avere sempre proposto uno spettacolo, mix di intrattenimento e musica. C) Il fatto di riuscire ad abbinare un modo di cantare difficile come il nostro ad una sana dose di simpatia e goliardia. D) Ma soprattutto il fatto che abbiamo 5 timbri profondamente diversi. Questa cosa potrebbe sembrare un dettaglio trascurabile, ma noi riteniamo che sia veramente un nostro punto di forza. Se infatti la musica a cappella può avere un limite, questo risiede nella uniformità del suono che può facilmente indurre l’ascoltatore ad annoiarsi. Nel nostro caso la disposizione delle voci cambia continuamente. Raramente c’è un unico solista dall’inizio alla fine e i timbri si alternano molto spesso. Il fatto poi di avere anche dei “falsetti” molto diversi tra noi crea, praticamente, una combinazione pressoché illimitata di sonorità. Il più bel complimento che spesso riceviamo, di commento ai nostri dischi, è: “Non mi stanco di ascoltarlo!”.
D: Una tradizione canora quella del genere musicale “a cappella” che ha radici colte e risale al ‘500. Con il vostro stile siete riusciti a renderla ‘moderna’, attuale. Che tipo di riscontro ricevete dal pubblico ai vostri concerti? Notate una divisione generazionale tra i presenti?
R: Il fatto che importanti stagioni concertistiche abbiano deciso di invitare più volte gli Alti & Bassi è la dimostrazione del gradimento del pubblico. Una nostra tradizione è sempre stata quella di recarci nel foyer per salutare il pubblico: vedere il pubblico che esce sorridente è motivo di grande soddisfazione per noi. La divisione generazionale è ben evidente, ma il modo con cui i vari brani vengono proposti riesce a risultare accattivante per un pubblico estremamente eterogeneo. Un esempio su tutti è il nostro medley dedicato alle musiche di Walt Disney: in fondo, tutti siamo stati bambini.
D: Nel quarto album, Medley del 2005, spaziate tra indimenticabili colonne sonore dei film, dei musical e dei cartoni animati. Se la vita fosse un film, di quale sareste il protagonista?
Andrea: La vita è bella
Paolo: Il Laureato
Alberto: Ritorno al futuro
Diego: The Commitments
Filippo: Comedian Harmonists
D: E di quale invece avreste voluto comporre la colonna sonora?
Andrea: La vita è bella
Paolo: Il Laureato
Alberto: 2001 Odissea nello spazio
Diego: The Commitments
Filippo: Comedian Harmonists
D: Grazie ad una formula vincente ed originale siete stati ospiti di numerose e importanti stagioni concertistiche in Italia e all’estero. Quali sono gli ambienti concertistici in cui vi sentite maggiormente a vostro agio? C’è un palco che vi è rimasto nel cuore?
R: Sicuramente il teatro è il nostro ambiente ideale. Un palco nel cuore? Il Rossini di Pesaro per il prestigio, ma anche l’Actores Alidos di Quartu Sant’Elena per… l’accoglienza.
D: Dal vostro primo album, Il Mito Americano (1998) all’ultimo Io ho in mente te (2009), è cambiato il vostro modo di rapportarvi ai vari canali ‘distributori’ di musica, dal web alla tv, alla radio? Vi faccio questa domanda, poiché, inutile nasconderlo, il genere musicale “a cappella”, sposandosi molto bene con il gospel e lo spiritual, viene trasmesso e proposto soprattutto durante le festività natalizie. Insomma, durante il resto dell’anno riscontrate meno interesse da parte dei media in generale? Se si, perché accade ciò in Italia?
R: Per quanto ci riguarda c’è domanda tutto l’anno. E’ un errore considerare il genere “a cappella” come qualcosa legato al gospel o in genere al Natale. Pensiamo che il nostro disco possa dimostrarlo semplicemente ascoltandolo. Tuttavia è un errore anche pensare che questo genere possa essere poco “appetibile” oppure che sia appannaggio di pochi gruppi. Troppo spesso, infatti, i media ci domandano come ci poniamo nei confronti dei Neripercaso (grazie e complimenti per non avercelo chiesto!). Ciò dimostra che non si considera la musica “a cappella” come un vero e proprio “genere musicale”. Nessuno, infatti, credo si sia mai sognato di immaginare che una band rock possa essere l’unica titolare del diritto a suonare rock. In Italia esistono numerosi gruppi vocali (andate a vedere ad esempio i siti www.preludiomusic.com o www.solevoci.it), ciascuno con una sua precisa identità, con un suo suono, un suo repertorio. E il bello è che ci sono tanti appassionati che li seguono. Vogliamo chiamarlo “genere di nicchia”? Fate come volete, noi sappiamo che probabilmente il pubblico è più maturo e meno miope di alcuni “addetti ai lavori”. Non a caso i concerti dei gruppi a cappella italiani ottengono sempre un grande successo, non a caso la produzione discografica si è incrementata notevolmente negli ultimi anni, non a caso sono usciti numerosi spot pubblicitari incentrati sull’originalità di una versione a cappella della musica di sottofondo. All’estero la musica “a cappella” gode di un seguito inimmaginabile per noi italiani: band, associazioni, distributori, radio, festival, meeting. D’altra parte noi siamo la patria del “bel canto”, della voce “solista” per eccellenza, ma forse è proprio per questa ragione che, nel tempo, anche l’Italia riuscirà ad esprimere tutto il suo potenziale di gusto, creatività e passione che da sempre, nei secoli, è riuscita ad manifestare ad altissimo livello in tutte le forme d’arte.
Ospiti della Radio Svizzera Italiana
Venerdì 29 gennaio 2010 ALTI e BASSI ospiti della RETE UNO della RADIO SVIZZERA ITALIANA. 50 minuti e 5 pillole (qieste ultime per la settimana successiva) dedicati a IO HO IN MENTE TE.
L’intervista a Radio Padania
Nel 1998 il caro Virgilio Savona ci parlò di un giovanotto assai disponibile che avrebbe potuto programmare il nostro primo album dalle frequenze di Radio Italia anni 60. Si chiamava Sammy Varin (v. foto anni 70 a lato!) e, da allora, non ha smesso mai un minuto di perorare la causa degli ALTI e BASSI! Brani come “Tu vuò fà l’americano” o “Quanda canta Rabagliati” sono da anni inclusi nella programmazione di Radio Italia anni 60.
Ora Sammy è passato a Radio Padania e non si è smentito, chiedendoci questa intervista in occasione dell’uscita del nostro quinto album “Io ho in mente te”.
Per favore non parliamo di politica! Non potete immaginare quanto sia difficile la promozione di un disco a cappella nel nostro paese. Per questa ragione noi preferiamo parlare di musica con chi di musica ne capisce, da Radio Padania a Radio Popolare. La politica spesso inevitabilmente divide le persone, la musica le unisce e il nostro messaggio non può non essere universale!
Grazie Sammy! e sappiamo già che ci sarà un’altra occasione, in diretta presso gli studi di Radio Padania nel corso della trasmissione “Musica Indipendente” il prossimo 2 febbraio.
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
La scomparsa di Bruno De Filippi
Sabato 16 gennaio a Milano, dopo una lunga malattia, è scomparso l’amico Bruno De Filippi. Un altro di quei musicisti straordinari non solo per il proprio talento, ma anche per la personalità. Aveva accettato con grande entusiasmo di partecipare alla registrazione della nostra versione de “Il cielo in una stanza” e quando venne in studio passammo le due ore successive ad ascoltare a bocca aperta le sue storie “anni 60″: i concerti, l’incontro con Mina, come scrisse “Tintarella di luna” che fece la sua grande fortuna in poco più di 20 minuti… Storie raccontate con passione, col sorriso sulle labbra e negli occhi il rimpianto per un tempo andato. Sicuramente un’epoca a sé stante, dove il talento risultava essere davvero la condizione “sine qua non”.
Come avremmo voluto registrare queste nostre conversazioni!
Un bell’audiolibro sulla vita di Bruno. Glielo proponemmo ed era entusiasta dell’idea. Ma la vita purtroppo è così.
Grazie, Bruno, per averci concesso il tuo tempo, grazie per averci concesso l’onore di averti nel nostro disco, grazie per la tua semplicità. Resterai sempre nei nostri cuori.
Andrea, Alberto, Paolo, Diego e Filippo
L’Articolo di AVVENIRE
Sabato 16 gennaio la pagina nazionale degli spettacoli di AVVENIRE, ci dedica questo bellissimo articolo:
Paolo Conte, Virgilio Savona e Lucia Mannucci del mitico Quartetto Cetra, i jazzisti Franco Cerri e Lino Patruno, Lelio Luttazzi. Questi sono solo alcuni tra i big della musica nostrana che nel tempo hanno fatto da ‘ padrini’ al quintetto vocale milanese degli Alti & Bassi. Un gruppo ‘ con le voci unico strumento’ che, partito dalla gavetta nel 1994, è giunto ad esibirsi in tutta Europa e vedersi dedicare numerosi speciali radiofonici in Argentina. In Italia, a dirla tutta e malgrado le belle parole spese per loro nel tempo dai succitati ‘ padrini’, gli Alti & Bassi non sono popolari come meriterebbe la loro ricerca. Un percorso che si ispira proprio alla lezione dei Cetra, ricorda per impasto vocale i Bee Gees e dà colori suggestivi a brani storici ( la cover di hit americane e nostrane è il loro pezzo forte) contaminandoli con i generi più disparati. Dal rap al tango.
Però la band non si arrende, e da oggi porta in tour italiano ( debutto a Ragusa, poi date nelle Marche, nel Torinese, a Milano) il quinto album Io ho in mente te . Un disco « in cui torniamo a quando l’Italia ascoltava musica di qualità » ed in cui vengono rivisitati ( con ospiti quali Emilio Soana alla tromba o Bruno De Filippi all’armonica) storici successi di Mina, Paoli, Battisti, Modugno. Ma oltre alla voglia di fare musica senza concedersi alle regole odierne dell’apparire, nel caso degli Alti & Bassi c’è di più. Ed è qualcosa che fa loro onore. Perché « Il nostro slogan è: ‘ Pensa agli altri con il cuore e con le orecchie’ » , dicono presentando l’iniziativa legata al nuovo disco. « Abbiamo voluto mettere la nostra professionalità al servizio di Telethon e della sua ricerca contro le malattie genetiche. Vorremmo che le nostre idee, oltre che divertire, possano anche aiutare qualcuno » . Tutto il ricavato della vendita di Io ho in mente te negli ipermercati, a prezzo speciale, andrà infatti a finanziare ricerche di Telethon. « Sappiamo che non saranno grosse cifre: però crediamo valga la pena oggi usare la musica anche oltre la musica stessa » .
Andrea Pedrinelli
La Sicilia – Parte da Ragusa il tour ALTI & BASSI
Parte da Ragusa il tour “IO HO IN MENTE TE” degli Alti & Bassi.
Gli amici de “La Sicilia” dedicano un articolo che potete leggere qui.
La recensione de “L’isola che non c’era”
Gli Alti e Bassi hanno una delle discografie più cospicue del panorama dei gruppi di canto a cappella italiano. E’ di più di dieci anni fa infatti il loro esordio con Il mito americano. Ma al coraggio di affrontare un genere che solo da poco ha iniziato ad avere attenzione in Italia, va aggiunto quello di aver fondato un’etichetta (la Preludio) che dà alla formazione e ad altre a cappella in Italia la possibilità di una distribuzione, fatto che non va sottovalutato in un paese pieno di autoproduzioni. Per quanto riguarda la parte musicale il gruppo ha deciso di rivolgersi a un repertorio molto amato, quello della canzone italiana degli anni ‘60. Un tributo ad autori che fanno parte della nostra storia musicale, da Domenico Modugno a Bruno Canfora, da Lucio Battisti a Gianni Ferrio e Virgilio Savona. In questo caso, come nel precedente Medley del 2005, dobbiamo esprimerci sulla qualità di interpreti e di arrangiatori dei componenti del gruppo in attesa di giudicarli come autori (lo auspichiamo sempre quando ci troviamo di fronte a musicisti preparati come lo sono evidentemente i cinque cantanti). Non è sicuramente facile affrontare brani famosi con l’intenzione di lasciare qualcosa di proprio. Ad esempio Nel blu dipinto di blu, oggetto di numerose versioni, è trasformata da Alberto Schirò in un brano dixieland senza testo e con il banjo di Lino Patruno a regalare un colore particolare al brano. Così come Estate(con la chitarra di Franco Cerri in un breve intermezzo) assume la funzione di standard jazzistico e Brava (Bravi)si trasforma in un pezzo di bravura (scusate il gioco di parole) con le voci che si rincorrono. Divertente anchePerò mi vuole bene nel segno dell’affetto per ilQuartetto Cetra. Da evidenziare anche l’eccellente lavoro del tecnico del suono, figura che nei gruppi vocali funziona come elemento aggiunto, in questo caso Marco Vallin. Nel periodo natalizio l’album viene distribuito in una catena di supermercati (la Auchan) con il ricavato interamente devoluto a Telethon. (Michele Manzotti)
Lunedì 18 gennaio ospiti a “Passo in TV”
Lunedì 18 gennaio siamo ospiti della trasmissione “Passo in TV” condotta da Cesare Cadeo e Irene Colombo sul canale Telenova attorno alle 22:30.
In onda su Telenova analogico, Telesubalpina Piemonte, venticinque emittenti collegate sull’intero territorio nazionale, sul digitale terrestre e, anche quest’anno, sul canale 892 di SKY. Info: www.telenova.it
Venerdì 15 gennaio speciale su Radio Classica
Venerdì 15 gennaio tra le 18:30 e le 20 siamo ospiti di Luca Zaramella ad “Acquarello Show”, su Radio Classica. Un’ora di speciale a noi interamente dedicato in uno spazio che, abitualmente, è riservato al grande Jazz. Per le frequenze o l’ascolto in streaming:
La recensione dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni sociali della CEI
Sono in cinque e cantano a cappella, facendo cioè delle architetture vocali l‘asse portante delle loro performance. Arrivano da Milano e dopo una lunga gavetta si sono recentemente riaffacciati sui mercati con questo nuovo album tutto dedicato ai classici del pop italiano degli anni Sessanta e Settanta.Con maestria e personalità i giovanotti rileggono classici immortali come Nel blu dipinto di blu, Il cielo in una stanza, Io ho in mente te, Estate, e un‘altra manciata di evergreen che fan parte della miglior storia della nostra canzone: sempiterni cavalli di battaglia di maestri come Battisti, Mina, Paoli, il Quartetto Cetra. Riletture offerte con rispetto degli originali, ma con una buona dose di spericolatezza, così da non risultare pretestuose o meramente didascaliche. Ad impreziosire il tutto, qua è là qualche virtuoso di vaglia, come il chitarrista Franco Cerri, Lino Patruno al banjo, e Bruno De Filippi all‘armonica.Dodici cover raffinate, non prive di humour, e soprattutto godibili anche da orecchie non particolarmente raffinate.(Franz Coriasco)
Vedi l’articolo
L’ospitata a Radio 101
Sabato 12 dicembre 2009 siamo stati ospiti di quei pazzi scatenati di Paolo e Lester, assieme alla bellissima Silvia Toffanin, su Radio 101. Ecco qui sotto i file della registrazione. Che dire? Radio 101 è una gran radio e Paolo e Lester… sono inimitabili!
Prima parte
Seconda parte
Il 16 gennaio a RAGUSA
A distanza di poco più di un mese torniamo in quel di Ragusa. Evidentemente il concerto del 7 dicembre scorso a Vittoria…. ha riscosso successo! Questa volta siamo invitati dall’Associazione Amici della Musica di Ragusa, che ci farà esibire, nell’ambito della propria stagione concertistica, all’Auditorium della Camera di Commercio, in Piazza Libertà. Orario tutto siciliano: ore 20:30. E si sono anche raccomandati la puntualità, vale a dire che non ci sarà quarto d’ora accademico, bensì alle 20:30 in punto inizierà il nostro concerto. Ci auguriamo che qualche amico di Vittoria torni a sentirci!
In diretta al NOTTURNO ITALIANO
Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2010 siamo stati ospiti in diretta del NOTTURNO ITALIANO su Radio Rai International condotto da Paolo De Bernardin. Ben 40 minuti interamente dedicati al nostro nuovo disco e, come se non bastasse, nelle ore successive alcuni estratti dal nostro precedente album, Medley.
Il 10 gennaio al Jumpin’ Jazz
Ehi amici milanesi!!! il 10 gennaio torniamo in città! canteremo al Jumpin’ Jazz di Viale Monza 140. Vi aspettiamo numerosi!
Per chi non lo conoscesse vi descriviamo il Jumpin’ Jazz:
Di giorno è un circolo del PD, ma di quelli di una volta! dove ci si trova a giocare a carte con un bel bicchiere di vino accompagnato da qualche fetta di salame. Il locale è proprio sopra la sede storica dello Zelig. Di fianco scorre la Martesana, col suo fluire di acque melmose, che d’incanto, di notte, al luccicar dei lampioni, si trasforma in un romantico ruscello che par di essere a Parigi o, per non andar troppo lontani, anche sui nostrani navigli maggiori.
Anche il circolo si trasforma e il Walter, con i suoi assistenti, provvede in un batter d’occhio a rifare il look al Jumpin’ Jazz che diventa così un raccolto e delizioso locale all’interno del quale assaporare musica di qualità e, spesso, darsi anche alle danze.
Si paga l’ingresso, con tessera soci annuale, ma la consumazione non è obbligatoria e, in ogni caso, se proverete ad ordinare resterete per una volta a bocca aperta nel constatare prezzi… ante-euro! cioè la metà di quel che vi aspetterete!
Il nostro concerto? confidenziale, a un metro dal pubblico. Venire per credere!
Le vostre recensioni a IO HO IN MENTE TE
Siete tutti voi i nostri migliori “giornalisti”! Scrivete qui le vostre personali recensioni al nostro album.
Le radio che mandano in onda IO HO IN MENTE TE
Ecco le radio che han parlato di noi, che ci hanno intervistato, che mandano o che hanno mandato in onda il nostro nuovo album:
R 101 - Paolo, Lester e Silvia Toffanin
Rai International – Notturno Italiano
Rai Radio 2 – Brave Ragazze
Rai Radio 3
Radio Svizzera Italia RSI
Radio Marconi
Radio Fm Palermo (Buenos Aires)
Radio Padania
Radio Classica
Isoradio
Punto Radio FM
New Radio network
Radio Panda
Radio Modena City
Radio Capodistria
Radio RCN
Radio Icaro
Radio City
Radio Energy
Radio Rosa
Radio Blue Star
Radio Punto Nuovo – I viaggi del Cuore
Top Italia Radio
Radio Antenna 2
Consorzio NSM
Radio RTM
Radio Internazionale
Radio Messina Sud
Idea Radio
Radio Punto Zero
Radio Dora
Radio Frejus
Radio FizzShow
Radio Laghi
Radio Antenne Erreci
Radio RVA
Radio SPazio Blu
Radio Touring 104
Radio Telemolise
Radio Luna Network
Radio 3i
Radio Parma (”Io ho in mente te” 8° posto nella Top Italia, la classifica italiana di Radio Parma)
Radio Mania
Promozione radio: Red & Blue srl
placidi@redblue.it
Ospiti de “Le brave ragazze” su Radio 2
In diretta dal Teatro delle Vittorie in Roma, nel corso della Maratona Telethon del 12 dicembre, anche Radio 2 non fa mancare la propria presenza con le Brave Ragazze. Poco prima della nostra performance in diretta un’intervista molto simpatica con Federica Gentile e Michela Andreozzi.
Intervista su Radio Dora
Ecco l’intervista del 14 dicembre scorso su Radio Dora.
Prima parte
Seconda parte
Alti & Bassi alla Maratona Telethon
Il 12 dicembre siamo stati ospiti della Maratona Telethon allo scopo di presentare il nostro nuovo album, il cui ricavato dalle vendite presso gli Ipermercati Auchan sarà interamente devoluto proprio a Telethon. Eccoci qui all’una e dieci in punto, qualche istante dopo aver raggiunto i venti milioni di euro a favore della ricerca. Perché proprio quel brano? perché la redazione del programma ci teneva che venisse interpretato un brano degli ultimi vent’anni circa, cioè il periodo dal quale esiste Telethon stesso. Siamo riusciti però ad ottenere di interpretarlo un po’ alla nostra maniera, ci siamo ispirati, per i più curiosi, ad “Unchain my heart”, versione di Ray Charles.
Più – L’intramontabile musica italiana interpretata a cappella
Ecco la recensione a IO HO IN MENTE TE a cura della rivista PIU’
Il giornale di Brescia – un album di cover molto originale
Ecco la recensione al nostro album da parte de Il Giornale di Brescia a cura di Maurizio Matteotti.
Il Giornale di Brescia

